Il buono pasto elettronico e i nuovi sistemi di pagamento

Pubblicato da Ivano Schieppati | aggiornato il 10 aprile 2019
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buono pasto elettronicoLa gestione dei buoni pasto è stata per anni una peculiarità esclusiva della ristorazione. Da qualche tempo anche la grande distribuzione è abilitata a riceverli e sempre più consumatori scelgono di usarli per fare la spesa di alimentari proprio come se fosse denaro contante. La gestione e le irregolarità di utilizzo di queste forme di pagamento hanno poi indotto lo Stato a regolamentarle con il passaggio al buono pasto elettronico, offrendo incentivi e vantaggi fiscali alle imprese che sceglievano di abbandonare il cartaceo. Ne parliamo in questo articolo.


I buoni pasto elettronici, proposti come alternativa al sistema cartaceo da circa due anni, hanno richiesto un cambiamento a livello di gestione di questo tipo di pagamenti e, come anticipato, ne hanno reso vantaggioso l’uso anche all'interno della grande distribuzione organizzata.

Il circuito dei buoni pasto

Il sistema dei buoni pasto in Italia è stato adottato negli anni Settanta, per dare ai dipendenti delle aziende la possibilità di consumare il pasto nei bar o ristoranti aderenti al circuito, presentando dei ticket che sostituivano il denaro contante.

I soggetti coinvolti sono diversi:

  • le società emittrici dei buoni pasto
  • le aziende (del settore pubblico o privato) che acquistano i buoni
  • i dipendenti che li ricevono e li usano
  • gli esercizi commerciali convenzionati che li accettano

Tutti i bar e i ristoranti convenzionati, entro scadenze prestabilite, restituiscono alle società emittrici i buoni pasto usati dai clienti e ottengono un rimborso pecuniario pari alla cifra pattuita alla stipula del contratto di convenzionamento.

Cosa cambia con il buono pasto elettronico?

I buoni pasto elettronici sono la versione digitale del ticket cartaceo e sono delle vere e proprie tessere con chip, quindi somigliano a carte di credito e bancomat.

Poiché leggibili attraverso dei terminali, la prima difficoltà sollevata dagli esercenti è stata quella di doversi dotare di diversi terminal per ogni società emettitrice (oltre a quelli per le carte e i bancomat). Esistono tuttavia soluzioni integrate che consentono di gestire senza difficoltà i pagamenti sia di carte e bancomat che dei buoni elettronici di qualunque emettitore.

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La versione elettronica del buono pasto si sta diffondendo sempre più sia in virtù della praticità di utilizzo da parte dei dipendenti delle aziende, sia per gli incentivi che sono stati attivati grazie alla Legge di Stabilità del 2015.

Per scoraggiare l’uso scorretto dei buoni che venivano usati in modo cumulativo, soprattutto nella grande distribuzione, anche se formalmente non era consentito (come scritto sui ticket cartacei), viene incentivata per le aziende l’adozione del buono pasto elettronico con l’esenzione da tasse per l’importo massimo di 7 Euro al giorno (a differenza del massimo importo di 5,29 Euro che rimane invariato per i buoni in formato cartaceo).

Il provvedimento del MiSE comprende anche alcune misure per contrastare il ritardo nei pagamenti agli esercizi convenzionati da parte delle società che emettono i buoni. Non solo, promette di limitare l'aumento indiscriminato dei "servizi aggiuntivi" che le società emettitrici addebitano agli esercenti, scaricando di fatto su questi ultimi il costo degli sconti applicati alle aziende per aggiudicarsi gli appalti.

Il decreto vieta infatti di addebitare ai commercianti convenzionati "costi diversi dallo sconto incondizionato e dai corrispettivi per prestazioni o servizi aggiuntivi eventualmente acquistati".

Come affrontare la gestionoperativa del buono pasto elettronico

I terminali POS leggono il microchip del buono pasto elettronico, collegandosi direttamente al server della società emittrice e tenendo traccia dell’ammontare speso e del credito residuo disponibile.

Se ogni esercente si dovesse dotare di un lettore per ogni fornitore di buoni pasto elettronici, non sarebbero solo i conti a essere penalizzati, ma anche la gestione operativa dei pagamenti in cassa. Per agevolarla, sono stati introdotti sul mercato dei pin pad adatti alla validazione dei buoni di ogni società emittrice, ma anche di altre carte elettroniche di pagamento.


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Argomenti: Hospitality, cassa ristorazione, software di cassa, buoni pasto elettronici

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